Mentre i governi europei cercano di gestire l'impatto delle sanzioni e delle interruzioni logistiche, Repsol e TotalEnergies registrano utili ai massimi storici. TotalEnergies ha chiuso il primo trimestre 2026 con un utile netto di 5,8 miliardi di dollari, in crescita del 48,7% rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente. Repsol ha toccato i 2,2 miliardi di euro, spinta anche dalla rivalutazione delle scorte.
Margini di raffinazione ai massimi da anni
Il paradosso è che le crisi stanno creando profitti straordinari per chi raffina e distribuisce. Gli attacchi ucraini alle raffinerie russe e le chiusure intermittenti nello Stretto di Hormuz hanno ridotto l'offerta di prodotti raffinati sul mercato europeo. Quando l'offerta cala e la domanda resta ferma, i margini si ampliano notevolmente. È quello che è accaduto nei primi mesi del 2026: i raffinatori europei hanno potuto vendere carburanti a prezzi più alti senza aumentare proporzionalmente i costi di approvvigionamento.
TotalEnergies ha alzato il dividendo del 5,9% e raddoppiato il programma di buyback. Repsol ha contribuito con 6,6 miliardi di euro in tasse, il 70% delle quali pagate in Spagna. Eppure il dato politico rimane rilevante: mentre i consumatori pagano di più alla pompa, le major registrano trimestri da record.
Il dibattito sulla tassazione degli extraprofitti
In Francia si torna a parlare di una supertassa sui profitti straordinari delle compagnie energetiche. Non è la prima volta: il tema era emerso già nel 2022 con l'impennata dei prezzi del gas. La logica è semplice: se i profitti derivano da eventi esterni e non da investimenti o efficienza, una parte dovrebbe tornare ai consumatori sotto forma di sussidi o sgravi fiscali.
Il problema è che tassare gli extraprofitti scoraggia gli investimenti futuri, proprio quando l'Europa ha bisogno di capacità di raffinazione aggiuntiva per ridurre la dipendenza da forniture esterne. Repsol e TotalEnergies non stanno facendo nulla di illegale: applicano le regole di mercato in un contesto di offerta ristretta. Se quelle regole non soddisfano le esigenze, vanno cambiate prima, non dopo la distribuzione dei profitti.
Sul piano operativo: finché le tensioni in Medio Oriente e in Russia non si allentano, i margini di raffinazione resteranno alti e le major continueranno a riportare trimestri record.
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