Nella notte tra sabato e domenica la Russia ha lanciato un attacco massiccio su Kiev e diverse città ucraine. Il bilancio provvisorio parla di almeno 13 morti nella capitale e 32 feriti, ma i numeri continuano a salire. Il sindaco di Kiev ha confermato i dati su Telegram mentre i servizi di emergenza operano ancora tra le macerie.
Le città colpite e la risposta ucraina
Non solo Kiev. I missili hanno raggiunto Kryvyi Rih — città natale di Zelensky —, Zaporizhzhia, Sumy e Kremenchuk. A Kryvyi Rih droni e missili sono stati impiegati in combinazione, una tattica che rende più difficile la difesa antiaerea. A Kiev gli incendi sono stati domati rapidamente, ma sei persone risultano ferite tra la città e la regione circostante.
L'Ucraina ha risposto con droni su obiettivi in territorio russo, confermando ancora una volta che entrambe le parti continuano a colpire infrastrutture civili e nodi logistici oltre la linea del fronte. Circolerebbe una proposta di Kiev per una tregua limitata agli obiettivi civili nel Mar Nero, ma al momento non ci sono conferme sulla risposta di Mosca.
Cosa significa per i mercati
Gli attacchi su larga scala riportano l'attenzione sul rischio geopolitico in Europa orientale, tema che i mercati avevano messo in secondo piano nelle ultime settimane. Il prezzo del gas naturale in Europa resta volatile e reagisce a ogni notizia che coinvolge infrastrutture energetiche in Ucraina. Il grano — di cui l'Ucraina rimane fornitore importante — non ha ancora registrato movimenti rilevanti, ma la situazione nel Mar Nero è monitorata da vicino.
Chi opera su euro/dollaro e titoli di Stato europei sa che questi episodi possono innescare scossoni improvvisi, soprattutto se accompagnati da dichiarazioni della NATO o dell'UE. Per ora i mercati tengono, ma il rischio di una nuova fiammata tensiva persiste.
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