Un Eurofighter F-2000 italiano ha abbattuto un drone nella Lettonia orientale, nella municipalità di Balvi al confine con l'oblast russo di Pskov. È la prima volta che un caccia italiano apre il fuoco durante una missione NATO di sorveglianza dello spazio aereo.

Il velivolo senza pilota è stato intercettato dopo essere stato identificato come "straniero". Le autorità lettoni non hanno chiarito l'origine, ma diversi media parlano di un drone ucraino deviato, probabilmente a causa di disturbo elettronico russo. Il caso è analogo a quanto accaduto a giugno 2024, quando un caccia francese aveva dovuto intervenire nello stesso territorio.

Cosa si sa dell'intervento

Due F-2000 della Task Force Air Policing italiana hanno seguito il protocollo: identificazione positiva del velivolo non cooperante, conferma dell'ingresso nello spazio aereo NATO, abbattimento in zona non abitata. Il comando aereo dell'Alleanza ha confermato l'operazione senza fornire dettagli sul sistema d'arma utilizzato.

L'Eurofighter Typhoon — denominato F-2000 in Italia — è un caccia multiruolo di quarta generazione sviluppato da un consorzio di Italia, Regno Unito, Germania e Spagna. L'Aeronautica Militare dispone attualmente di 93 esemplari operativi su 96 consegnati, con un ordine aggiuntivo di 24 velivoli sottoscritto a dicembre 2024 per 7,5 miliardi di euro. La flotta è principalmente schierata presso il 4° Stormo di Grosseto e altri reparti operativi.

Il problema dei droni fuori controllo

Quello che emerge è una questione diversa dalle incursioni deliberate: droni che perdono il collegamento radio durante operazioni sul Mar Nero o sul fronte ucraino finiscono sotto il disturbo elettronico russo e proseguono verso ovest seguendo l'ultima rotta memorizzata. Non si tratta di attacchi, ma il risultato rimane lo stesso: velivoli non identificati che attraversano confini NATO.

La Lettonia condivide 214 chilometri di frontiera terrestre con la Russia. La zona di Balvi, dove è avvenuto l'abbattimento, si trova a pochi chilometri da quella linea. In pratica, qualsiasi deviazione dal fronte ucraino diretta verso nord-ovest può raggiungere il territorio lettone in meno di un'ora. A quel punto occorre decidere se lasciar volare il drone o fermarlo.

L'Italia schiera quattro caccia in modo permanente nella rotazione Baltic Air Policing, missione che dal 2004 garantisce la sorveglianza dello spazio aereo dei tre Stati baltici privi di propria aviazione da combattimento. Fino a ieri, nessuno di questi velivoli aveva mai dovuto aprire il fuoco.

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