La nave Thaon di Revel, unità ammiraglia della missione europea Eunavfor Med Irini, ha abbordato lunedì 20 luglio una petroliera sospettata di far parte della flotta ombra russa. L'operazione si è svolta al largo della Sicilia con il supporto di un elicottero NH90.

La nave ispezionata, registrata come MV South Star sotto bandiera del Camerun, era nell'elenco delle unità sanzionate dall'Unione europea. L'abbordaggio rientra nel mandato della missione Irini, attiva dal 2020 per monitorare il rispetto dell'embargo sulle armi verso la Libia e delle sanzioni contro soggetti russi.

Flotta ombra: numeri e metodi

La cosiddetta flotta ombra russa conta centinaia di petroliere vecchie, spesso con registrazioni multiple e proprietà opache. Questi mezzi trasportano greggio russo aggirando il tetto di 60 dollari al barile imposto dal G7 attraverso cambi di bandiera, disattivazione dei transponder e falsificazione dei documenti di carico.

Il Mediterraneo è diventato una delle rotte preferite per queste operazioni. Le petroliere partono dal Mar Nero o dal Baltico, attraversano lo stretto turco e riforniscono clienti in Medio Oriente o Nord Africa. Alcune effettuano trasferimenti nave-a-nave in acque internazionali per nascondere l'origine del carico.

Cosa cambia per i mercati

Le ispezioni europee rimangono sporadiche e la maggior parte delle petroliere sanzionate continua a operare senza difficoltà. I volumi trasportati dalla flotta ombra si aggirano intorno ai 2 milioni di barili al giorno, circa il 20% delle esportazioni marittime russe.

L'abbordaggio odierno ha valore simbolico più che operativo. Finché India, Cina e paesi mediorientali comprano greggio russo sottocosto, la flotta ombra avrà ragione di esistere. Il mercato lo sa e per questo il Brent non ha reagito alla notizia. Le sanzioni funzionano quando bloccano i flussi, non quando li rallentano.

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