I prezzi dell'energia elettrica all'ingrosso hanno toccato i livelli più alti dal 2023, spingendo Arera ad attivare il 6 agosto un rafforzamento dell'Unità di Vigilanza sul mercato elettrico. Non è una mossa di routine: quando l'autorità decide di intensificare i controlli, significa che i movimenti di prezzo hanno superato la soglia della fisiologia.
Il rialzo non arriva dal nulla
Il punto è capire cosa stia spingendo i prezzi. Il gas naturale, dopo il crollo pandemico del 2020 e l'impennata del 2022 legata alla crisi ucraina, si è stabilizzato su livelli comunque elevati rispetto agli standard storici. Nel 2023 i consumi elettrici italiani sono calati del 2,9%, mentre la produzione è scesa del 6,9% — un dato che riflette soprattutto il rallentamento dei settori industriali più energivori. Meno domanda dovrebbe portare a prezzi più bassi, non il contrario.
Eppure i prezzi sono risaliti. Le rinnovabili hanno continuato a crescere, in particolare l'idroelettrico e l'eolico, ma la generazione intermittente non basta a stabilizzare il mercato quando il gas resta strutturalmente caro e la domanda di picco deve essere coperta con impianti a ciclo combinato. In questo contesto, basta poco per far saltare gli equilibri: un calo della produzione da rinnovabili in alcune settimane, temperature più alte del previsto, margini di capacità ridotti.
Sorveglianza attiva sul pricing
La decisione di Arera di potenziare la vigilanza indica che potrebbero esserci sospetti su dinamiche anomale di formazione dei prezzi. Non è detto che ci sia qualcosa di irregolare, ma quando i prezzi salgono senza una spiegazione lineare dal lato dell'offerta o della domanda, verificare diventa necessario. L'autorità ha già strumenti per monitorare le offerte degli operatori sul mercato del giorno prima e su quello infragiornaliero; ora quegli strumenti verranno usati con maggiore intensità.
Sul piano operativo, chi ha contratti a prezzo fisso non risente immediatamente di questi movimenti. Chi è indicizzato al PUN, invece, ha già visto l'impatto in bolletta. Se i prezzi restano su questi livelli, la pressione sui margini delle aziende che non hanno coperture tornerà a farsi sentire, esattamente come nel 2022 — solo con meno spazio politico per interventi straordinari.
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