Entro il 15 aprile il governo dovrà pronunciarsi sul futuro assetto di Pirelli. La scadenza è automatica: dalla comunicazione del mancato rinnovo del patto parasociale tra Camfin e Sinochem — arrivata il 30 gennaio — decorrono 75 giorni per la decisione della Commissione Golden Power. Le audizioni dei vertici di Camfin, che controlla il 25,7%, e di Sinochem, al 34%, si sono già concluse.

La questione nasce da un vincolo normativo americano: le regolazioni sulla cybersecurity imposte dagli Stati Uniti impediscono a società controllate da gruppi cinesi di operare liberamente in alcuni settori sensibili. Sinochem è il primo azionista di Pirelli, e questo crea un problema per le forniture verso clienti automotive statunitensi. Il patto parasociale, fino a gennaio, garantiva un equilibrio di governance che teneva sotto controllo la partecipazione cinese. Senza patto, serve un intervento.

Tre opzioni sul tavolo

Palazzo Chigi deve valutare quale soluzione imporre. La più citata è il blind trust: le quote di Sinochem verrebbero conferite a una struttura fiduciaria senza diritti di voto o governance, mantenendo solo i diritti economici. Alternativa: una cessione parziale o totale della partecipazione cinese, ipotesi più complessa da gestire sul piano industriale e politico. Terza via: un nuovo patto che limiti formalmente i poteri di Sinochem, ma questo richiederebbe accordi tra le parti, e al momento non risultano trattative avanzate.

L'amministratore delegato Marco Casaluci ha dichiarato fiducia nel fatto che il governo troverà una soluzione equilibrata. Il mercato attende, ma senza reazioni eccessive: Pirelli a Piazza Affari si muove in linea con il settore industriale, senza scossoni legati all'incertezza normativa.

Cosa succede dopo il 15 aprile

Se entro la scadenza non arriva una pronuncia, tecnicamente il dossier resta aperto, ma è improbabile che si vada oltre quella data senza indicazioni chiare. Il governo ha già tutti gli elementi per decidere. La questione non è tecnica, è politica: bilanciare la presenza di un investitore strategico cinese con i vincoli imposti dagli alleati atlantici. Pirelli resta operativa normalmente, ma il blocco su alcune commesse americane è un problema concreto che va risolto. Il 15 aprile sarà la data da guardare.

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