La svedese OX2 acquisisce due progetti di accumulo energetico da Hanwha Energy Europe per 200 MW complessivi in Puglia. Gli impianti dovrebbero entrare in funzione entro fine 2028. È l'ennesima operazione sul mercato italiano dei sistemi di accumulo utility scale, che continua ad attirare capitali nordeuropei.

Il mercato italiano dei BESS cresce anche senza incentivi diretti

L'acquisizione porta a 200 MW/800 MWh la capacità totale dei due progetti standalone. Per OX2, che già opera in Italia con un portafoglio di rinnovabili, rappresenta un rafforzamento netto sulla tecnologia di accumulo. Paolo Tusa, responsabile della filiale italiana, parla di «aggiunta sostanziale» e di espansione continua nel Paese.

Interessante è che il mercato italiano stia crescendo nonostante l'assenza di meccanismi di supporto paragonabili a quelli britannici o tedeschi. Gli operatori scommettono sulla volatilità intraday dei prezzi elettrici e sui servizi di dispacciamento. Chi investe centinaia di milioni in batterie che entreranno in funzione tra quattro anni evidentemente vede margini sufficienti anche senza tariffe garantite.

Venditori asiatici, compratori scandinavi

Hanwha Energy Europe, branca continentale del gruppo coreano, cede i progetti sviluppati senza costruirli. È una dinamica ricorrente: le multinazionali asiatiche sviluppano la pipeline, le società nordeuropee acquistano e portano a termine la costruzione. OX2 ha concluso operazioni simili in Polonia, sempre su accumulo, e sta replicando lo schema in Italia.

I tempi per il 2028 lasciano margine per rinegoziare i contratti di fornitura delle batterie e per ottimizzare i ricavi sui mercati ancillari, che evolvono rapidamente. Chi compra adesso blocca i siti e i permessi, il resto si calibra strada facendo. Sul mercato italiano dell'energia, l'accumulo è ormai una scommessa strutturale, non più un esperimento.

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