Open Fiber ha chiuso il 2024 con ricavi consolidati a 798,1 milioni di euro, in crescita del 18% rispetto all'anno precedente. L'EBITDA è salito del 53% a 409,5 milioni, con un margine operativo del 51%. I clienti hanno raggiunto quota 4,1 milioni, con 560.000 utenti aggiunti nel corso dell'anno.
La società — interamente wholesale, cioè vende banda solo agli operatori di rete — continua a beneficiare dell'espansione della fibra FTTH. Il modello è semplice: possedere l'infrastruttura fisica e affittarla a chi vende servizi al dettaglio. Niente brand consumer, nessun marketing diretto. Solo metro dopo metro di cavo fino all'abitazione.
Perdita netta ancora pesante, ma strutturale
Il risultato netto resta negativo a -336,7 milioni. Non è un problema gestionale: riflette il peso degli ammortamenti su una rete che richiede investimenti enormi prima di generare flussi di cassa positivi. Open Fiber sta costruendo infrastruttura in aree dove il ritorno sull'investimento arriva dopo anni. La società punta al break-even di cassa entro il 2028.
Il dato operativo è che l'EBITDA cresce a ritmo sostenuto e i margini si allargano. Segno che la base clienti sta raggiungendo una scala sufficiente a coprire i costi operativi. Il problema è tutto sul lato finanziario: interessi passivi e ammortamenti derivano da un debito accumulato per stendere la rete.
Il posizionamento nel mercato italiano
Open Fiber è il secondo operatore di rete in fibra FTTH in Italia, dopo TIM. La strategia wholesale pura la rende dipendente dalla capacità degli operatori retail — Vodafone, Fastweb, WindTre — di acquisire clienti finali. Più vendono loro, più Open Fiber incassa canoni di accesso.
Il rischio strutturale è tutto legato alla concorrenza con TIM, che possiede una rete più estesa e serve direttamente i clienti finali. Se TIM decidesse di fare leva sul controllo verticale, potrebbe comprimere i margini di chi affitta capacità. Per ora il quadro regolatorio mantiene aperto il mercato wholesale. Ma la partita si gioca su chi riesce a connettere più unità immobiliari nei prossimi tre anni.
Contenuto a scopo informativo e divulgativo. Non costituisce consulenza finanziaria.