La Borsa di Milano ha chiuso in calo dell'1% dopo aver toccato i massimi storici in apertura. Il dietrofront arriva mentre tornano le tensioni tra Stati Uniti e Iran, con le speranze di un accordo in Medio Oriente che si affievoliscono. Lo Stoxx 600 perde lo 0,4%, con tutte le principali piazze europee in rosso.

Il petrolio torna sopra 97 dollari

Il Brent risale oltre il 2,5% e si riporta a 97 dollari al barile. È la reazione diretta alle nuove frizioni geopolitiche, che riaccendono il rischio di interruzioni nelle forniture dal Golfo Persico. L'Europa, che dipende pesantemente dalle importazioni di energia, sente subito il contraccolpo: i titoli petroliferi guadagnano — Saipem sopra il 2,5%, Tenaris e Eni in rialzo — mentre il resto del listino cede.

Stellantis segna la performance peggiore sul Ftse Mib, trascinando giù il settore automobilistico. Il problema non è solo italiano: i timori di nuovi dazi americani pesano su tutto il comparto industriale europeo.

Spread in allargamento a 73 punti base

Il differenziale tra BTP e Bund risale a 73 punti base, in linea con il calo generale dell'appetito per il rischio. L'euro resta appena sopra 1,16 contro il dollaro, senza grandi movimenti. Il gas naturale chiude vicino a 49 euro per megawattora, spinto dallo stesso clima di incertezza che fa salire il petrolio.

Milano aveva aperto sui massimi storici, ma la giornata si è ribaltata nel giro di poche ore. Quando il mercato parte forte e chiude debole, di solito non è buon segno per la seduta successiva. Il dato da monitorare ora è se il Brent tiene i 97 dollari o se si tratta solo di un'altra fiammata destinata a spegnersi.

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