Le borse europee chiudono una seduta caratterizzata da segnali incrociati. Milano tiene meglio delle altre (+0,5%) grazie al comparto difesa, con Avio che allunga ancora del 5,2%. Il resto d'Europa ondeggia tra chi scommette su un de-escalation Iran-Usa e chi invece riduce l'esposizione dopo lo scambio di accuse sulla violazione della tregua.

Petrolio in calo nonostante la tensione

Il Wti scende sotto i 90 dollari al barile, il che significa che il mercato considera lo scontro contenibile, almeno per ora. Le forniture dal Golfo continuano senza interruzioni e i trader hanno iniziato a scaricare i premi di rischio accumulati nelle ultime sedute. Il gas naturale europeo resta debole: i Ttf ad Amsterdam cedono lo 0,5% e si fermano a 36,8 euro/MWh.

Attenzione ai dati sull'inflazione Usa

Dall'altra parte dell'Atlantico arrivano i numeri chiave: l'inflazione Pce è al 3,8%, in linea con le attese, mentre il Pil del primo trimestre sale dell'1,6%. Dati che non spostano le aspettative sulla Fed — nessuno si aspetta tagli a breve — ma confermano che l'economia americana regge nonostante i tassi alti. I futures su Wall Street preannunciano un'apertura fiacca: gli investitori attendono altri segnali prima di riposizionarsi.

L'euro si indebolisce leggermente e scambia a 1,1322 sul dollaro. Milano intanto regge anche grazie a Tenaris e al comparto energy, che beneficia della tenuta dei prezzi delle materie prime. In una giornata senza direzione chiara, la Borsa italiana si conferma tra le più resilienti d'Europa.

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