Giorgia Meloni è volata in Arabia Saudita, negli Emirati e in Qatar. Si tratta della prima trasferta di un capo di governo occidentale nell'area da quando la tensione con l'Iran ha portato la questione dello Stretto di Hormuz al centro del dibattito energetico globale.

La missione ha un obiettivo dichiarato: mantenere aperti i canali di fornitura e limitare la volatilità sui prezzi. L'Italia dipende dal gas del Golfo più di quanto molti pensino: circa il 15% delle nostre importazioni proviene da lì, soprattutto dal Qatar. Il petrolio che transita da Hormuz alimenta le raffinerie europee che processano i carburanti per il nostro mercato.

Il timing non è casuale

La visita arriva mentre i future sul Brent oscillano sopra gli 80 dollari al barile e il mercato europeo del gas ha registrato rialzi del 20% nelle ultime tre settimane. Non siamo ai livelli del 2022, ma la tendenza è chiara: ogni volta che qualcuno menziona Hormuz, i premi al rischio salgono.

Per l'Italia il punto operativo è duplice. Primo: confermare gli accordi di fornitura già in essere, specialmente sul GNL qatariota destinato ai rigassificatori di Piombino e Ravenna. Secondo: mandare un segnale ai mercati che l'Europa mantiene rapporti stabili con i produttori del Golfo, anche in una fase geopolitica complessa.

Cosa ci dice sui mercati energetici

Il fatto che un leader del G7 voli nell'area mentre gli Stati Uniti hanno appena perso un caccia in una missione contro i droni iraniani rivela quanto la situazione sia percepita come instabile. I trader stanno già incorporando uno scenario in cui le forniture non si fermano del tutto, ma diventano più costose e meno prevedibili.

Sul fronte pratico, l'Europa continua a cercare stabilità energetica attraverso relazioni bilaterali dirette. Non esiste un piano B credibile se le tensioni nel Golfo peggiorano ulteriormente. Per questo ogni visita di questo tipo viene seguita con attenzione dai desk che trattano energia.

Il mercato ora osserva se la missione produrrà impegni concreti o resterà sul piano simbolico. La differenza tra i due scenari si misurerà nelle prossime settimane sui contratti forward del gas e sugli spread tra Brent e WTI.

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