L'Opec+ ha deciso di aumentare la produzione di 206.000 barili al giorno a partire da maggio. Un incremento superiore alle attese, che arriva mentre il mercato si prepara a un periodo in cui la domanda stagionale riprende forza e le tensioni sullo stretto di Hormuz non si placano.

Più barili in un momento delicato

L'accordo coinvolge i principali produttori del gruppo e segna un'accelerazione rispetto ai ritmi precedenti. Il cartello aveva già iniziato a riaprire i rubinetti nei mesi scorsi, ma in modo più graduale. Ora la mossa è più decisa.

Il tempismo non è casuale. Con il Brent ancora su livelli elevati e il rischio di nuove interruzioni nel Golfo Persico sempre presente, aumentare l'offerta serve a evitare che i prezzi vadano fuori controllo. L'Arabia Saudita e gli altri membri sanno che se il greggio supera certe soglie per troppo tempo, la domanda comincia a soffrire, soprattutto in economie già sotto pressione per inflazione e tassi alti.

Il mercato incorpora già tutto

Nonostante l'annuncio, il petrolio non ha reagito con un crollo. È il segno che i 206.000 barili in più erano già scontati, oppure che gli operatori valutano il rischio di riduzione dell'offerta da altre fonti come più probabile di quanto sembri.

La questione resta quella di sempre: quanto margine effettivo ha l'Opec+ per compensare eventuali blocchi improvvisi? Se Hormuz dovesse chiudersi anche solo parzialmente, questi barili aggiuntivi non basterebbero a coprire il buco. E il mercato lo sa. Per ora l'aumento serve a tenere sotto controllo le aspettative. Se il quadro geopolitico peggiora, diventa irrilevante.

Contenuto a scopo informativo e divulgativo. Non costituisce consulenza finanziaria.