L'italiana Ludoil, controllata dalla famiglia Ammaturo, ha completato l'acquisizione del 51% della raffineria Isab di Priolo. L'operazione, annunciata lo scorso 13 gennaio, consente al gruppo di acquisire il più grande impianto di raffinazione del paese. Il prezzo dichiarato è di 1,3 miliardi di euro, destinati in buona parte a investimenti sulla struttura siciliana.

Quando la proprietà torna italiana

La raffineria cambia mani dopo anni di gestione cipriota tramite Goi Energy. La quota di maggioranza passa ora a un gruppo che ha già dimostrato capacità di gestione nel settore energetico e nella logistica petrolifera. Priolo non è un impianto qualsiasi: processa oltre 300.000 barili al giorno e copre una quota significativa della capacità di raffinazione nazionale.

Il passaggio richiede ancora l'autorizzazione dell'antitrust e delle autorità italiane competenti, ma la firma c'è già. La famiglia Ammaturo, nota anche per il controllo del gruppo editoriale L'Espresso, aggiunge così un asset rilevante nel settore energetico. Il timing dell'operazione non è casuale: la domanda europea di prodotti raffinati resta sostenuta mentre la capacità complessiva del continente continua a ridursi.

Cosa cambia per il mercato della raffinazione

La concentrazione nel settore prosegue. Negli ultimi tre anni diverse raffinerie europee hanno chiuso o convertito parte degli impianti. Gli operatori rimasti in gioco puntano su dimensioni ed efficienza. Isab possiede proprio queste caratteristiche: grande capacità installata e posizione geografica strategica per servire sia il mercato italiano che quello del Mediterraneo.

Gli 1,3 miliardi dichiarati non riguardano solo l'acquisto della quota. Una parte consistente andrà all'ammodernamento e all'adeguamento degli impianti. È necessario per mantenere competitivo un sito che vanta oltre cinquant'anni di attività. Il settore della raffinazione opera con margini stretti e variabili: investire in efficienza è l'unico modo per restare redditizi quando lo spread tra greggio e prodotti finiti si comprime.

Per Ludoil, l'ingresso diretto nella raffinazione completa la filiera. Per il mercato italiano, significa che la maggiore capacità produttiva rimane operativa sotto il controllo di un gruppo interessato a mantenerla attiva. Il resto dipenderà dall'evoluzione dei margini nei prossimi trimestri.

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