Il mercato auto europeo chiude maggio 2026 con una crescita del 3,6% rispetto allo stesso mese dell'anno precedente. Da inizio anno il saldo segna un +4,5% nell'area Ue, Uk ed Efta. Numeri positivi, ma la vera notizia sta nella composizione di questa crescita.
La quota cinese si avvicina all'11%
I marchi cinesi sono passati dal 5,5% circa di un anno fa a quasi l'11% di quota di mercato. BYD raddoppia dall'1,2% al 2,3%. Chery sale dallo 0,5% al 2,1%. Leapmotor sfiora l'1%. Il gruppo Geely, primo per volumi assoluti tra i produttori cinesi in Europa, supera il 3%.
Non si tratta di un rimbalzo tecnico o di una singola promozione ben riuscita, bensì di una penetrazione sistematica costruita sui segmenti elettrici e ibridi plug-in, dove i brand cinesi offrono prezzi accessibili e autonomie competitive. Il mercato EV europeo nei primi quattro mesi del 2026 è cresciuto del 4,4%, e una fetta rilevante di questa crescita porta targa asiatica.
Chi mantiene la posizione e chi arretra
Tra i benzina, i modelli più venduti restano tutti del gruppo Stellantis: Fiat Panda, Jeep Avenger, Peugeot 208, Citroën C3 e Grande Panda. Nel diesel dominano i marchi tedeschi con BMW X1, Mercedes GLC e GLA, BMW X3 e Volkswagen nella top 5.
Stellantis difende la quota sui segmenti tradizionali, i tedeschi mantengono il diesel residuo. Ma l'elettrico è il campo dove i cinesi stanno costruendo la quota del prossimo decennio, utilizzando marchi ancora poco noti al consumatore medio europeo. Questo rende la velocità di penetrazione ancora più significativa.
Sul tavolo dei produttori europei rimane il tema dei dazi, con l'amministrazione USA che continua a introdurre misure protezionistiche. Ma il vero fronte aperto oggi è interno: bloccare l'avanzata cinese prima che quella quota dell'11% diventi il 20%. Per farlo serve più di una dichiarazione d'intenti sulla transizione elettrica.
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