Il disegno di legge sulla concorrenza non è ancora approdato in Consiglio dei ministri. Il testo, che dovrebbe intervenire sulla distribuzione dei carburanti, sulla disciplina delle assicurazioni auto e sulle telefonate commerciali, resta in bozza. L'approvazione è prevista entro luglio 2026, ma la tempistica politica suggerisce che i tempi si allungheranno ancora.
Tre dossier aperti, nessuno chiuso
Il provvedimento tocca tre fronti distinti. Sul fronte carburanti si parla di una revisione della rete distributiva, con l'obiettivo dichiarato di ridurre i costi per i gestori e aumentare la concorrenza. Sul fronte Rc-auto, il governo punta a deleghe per intervenire sui divari territoriali dei premi assicurativi — tema politicamente sensibile da anni, con province del Sud che pagano il doppio rispetto al Nord per la medesima copertura.
Il terzo capitolo riguarda il telemarketing. Dopo le restrizioni introdotte nel settore energetico, la maggioranza vuole estendere le medesime regole alle telecomunicazioni. L'idea è bloccare le chiamate non autorizzate con sanzioni più pesanti e un sistema di opt-in più stringente. I tentativi di inserire queste norme in provvedimenti precedenti erano già falliti più volte.
Perché il ritardo conta
Ogni mese che passa senza approvazione mantiene i mercati interessati nello stato attuale. Per la distribuzione carburanti significa che chi opera oggi con margini ristretti continua a operare alle medesime condizioni. Per le assicurazioni auto significa che i premi nelle aree ad alto costo non si muovono. Per chi subisce telefonate commerciali tutti i giorni significa che le chiamate continuano.
Il fatto che il testo non sia ancora passato dal Consiglio dei ministri indica che mancano ancora accordi interni alla maggioranza su punti specifici, probabilmente sui carburanti, dove ogni modifica della rete tocca interessi radicati sul territorio. Quando un provvedimento viene annunciato più volte senza mai arrivare in aula, di solito è perché qualcuno ha frenato dall'interno.
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