Glass Lewis ha dato il via libera alla lista del consiglio di amministrazione di Mps. Dopo Iss, arriva il secondo parere favorevole dei proxy advisor, ma con una differenza importante: il sostegno non è indiscriminato. Glass Lewis ha valutato candidato per candidato, bocciandone alcuni.

Appoggio selettivo, non in blocco

La lista del cda ottiene il via libera complessivo, ma il proxy advisor non si limita a un ok generico. Ha esaminato ogni nome e su alcuni ha espresso riserve. Il messaggio è chiaro: la lista va bene, ma non tutti i candidati sono ugualmente convincenti.

Questo approccio selettivo potrebbe pesare nell'assemblea finale. Quando un proxy advisor entra nel dettaglio e segnala criticità su singoli profili, i fondi che seguono le sue indicazioni potrebbero astenersi o votare contro quei nomi specifici, anche se sostengono la lista nel suo insieme.

La partita si decide sui voti del mercato

La lista del cda parte con l'11,5% garantito da Francesco Gaetano Caltagirone. Quella di Lovaglio ha l'1,2% di Plt e punta al sostegno dei grandi fondi internazionali: BlackRock, Norges Bank e Vanguard da soli superano il 10%. Con due pareri favorevoli dei proxy advisor, la lista del cda ha preso vantaggio. Ma il voto selettivo di Glass Lewis lascia spazio a sorprese sull'esito finale di alcuni seggi.

Sul piano operativo: il mercato ha già scontato una conferma della governance attuale. Se l'assemblea dovesse ribaltare le attese e portare Lovaglio dentro il cda, Mps potrebbe muoversi in apertura. Non perché cambi la sostanza, ma perché cambierebbe la narrativa.

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