Il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti ha messo le mani avanti: se la pressione su energia e combustibili continua così, la recessione diventa uno scenario concreto. L'ha detto senza giri di parole al Tg3 Lombardia e il messaggio è chiaro: il margine di manovra si sta restringendo.
La deroga al 3% torna sul tavolo
In conferenza stampa dopo il Consiglio dei ministri, Giorgetti ha rilanciato il tema della deroga alla soglia del 3% di deficit prevista dal Patto di stabilità. «Se la situazione non cambia, la riflessione a livello europeo sarà inevitabile», ha dichiarato. Non è una richiesta formale, ma l'indicazione è netta: le regole fiscali europee potrebbero dover fare i conti con una realtà economica più difficile di quella prevista.
Il punto delicato è che chiedere una deroga nazionale da soli espone l'Italia a un rischio immediato: l'effetto stigma. Tradotto: i mercati reagirebbero con un rialzo dei rendimenti sui titoli di Stato, che già oggi viaggiano su livelli tutt'altro che comodi. Lo spread BTP-Bund resta contenuto, ma basta poco per far saltare gli equilibri quando il contesto è teso.
Il costo dell'energia pesa ancora
Il riferimento di Giorgetti agli oli combustibili e ai costi energetici non è casuale. La componente energetica continua a drenare risorse dalle imprese e a erodere i margini operativi. Se la dinamica non si inverte, l'impatto sulla crescita diventa strutturale, non più soltanto congiunturale.
Il ministro ha sottolineato che le clausole di salvaguardia previste dalla nuova governance europea esistono proprio per situazioni di stress prolungato sulle finanze pubbliche o per scenari di recessione severa nell'area euro. Non è un'ammissione di sconfitta, ma il riconoscimento che quelle clausole potrebbero diventare necessarie.
In pratica, il governo sta preparando il terreno per un'eventuale attivazione delle deroghe, senza però esporsi per primo. La strategia è spingere per una riflessione europea collettiva, evitando di trovarsi isolati davanti ai mercati con una richiesta unilaterale che suonerebbe come campanello d'allarme.
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