Il gasolio Supreme ha superato i 3 euro al litro sull'autostrada del Brennero. Il Codacons ha registrato 3,159 euro al litro incrociando i dati dei gestori comunicati al Ministero: è il prezzo più alto mai rilevato sulla rete autostradale italiana. Anche la benzina registra rialzi significativi.
Il governo ha convocato un Consiglio dei Ministri per oggi. All'ordine del giorno: misure temporanee di contenimento — taglio delle accise in proroga, probabilmente — e un tentativo di costruire interventi più strutturali. Il problema è che i margini per politiche durature rimangono limitati quando il problema origina a monte.
Perché i prezzi salgono ancora
Il petrolio ha oscillato nelle ultime settimane, ma il problema vero è a valle: la capacità di raffinazione europea non basta più. L'Italia importa prodotti raffinati e, quando la domanda globale cresce, i prezzi dei carburanti seguono una loro logica, sganciata dal Brent spot.
Il gasolio in particolare subisce pressioni strutturali da mesi. Essendo il carburante di riferimento per i trasporti pesanti e la logistica, la ripresa dei flussi commerciali dopo le tensioni geopolitiche del 2023 ha spinto i consumi proprio mentre alcune raffinerie europee hanno ridotto la produzione o chiuso per ristrutturazione.
Risultato: il differenziale tra prezzo alla pompa e quotazione del greggio si è allargato. Non è speculazione — o almeno non solo. È la domanda che supera l'offerta disponibile in Europa, e il costo ricade sul consumatore.
Cosa può fare un governo
Il taglio delle accise è una soluzione temporanea. Funziona per qualche settimana, poi il mercato assorbe lo sconto e i prezzi ripartono. Il Cdm potrebbe prorogare la riduzione delle accise — già in scadenza — oppure introdurre sconti selettivi per gli autotrasportatori. Ma sono misure che spostano il problema, non lo risolvono.
Servirebbero investimenti sulla capacità di raffinazione nazionale o accordi bilaterali per importazioni a lungo termine da Paesi con surplus. Entrambe le soluzioni richiedono anni. Nel breve termine rimane solo la leva fiscale, con margini di bilancio molto stretti.
Intanto chi viaggia in autostrada — e chi ci lavora — si ritrova con un pieno che supera i 150 euro facilmente. E il gasolio acquistato a Milano o Bologna è lo stesso che passa per Rotterdam o Anversa: se lì costa, costa anche qui.
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