Il taglio delle accise sul gasolio è tornato in vigore. Il governo ha riattivato lo sconto, ma stavolta solo per il diesel — la benzina resta esclusa. Il prezzo del gasolio alla pompa scende di 11 centesimi al litro, portandosi sotto i 2 euro.

La misura vale fino al 6 agosto. Chi fa rifornimento oggi paga in media 2,074 euro al litro, contro i 2,18 di qualche giorno fa. Con un pieno da 50 litri, il risparmio è di circa 5,50 euro. Non è molto, ma per chi usa il diesel quotidianamente — autotrasportatori, artigiani, commerciali — rappresenta comunque un sollievo.

Perché solo il gasolio

La scelta di escludere la benzina non è casuale. Il gasolio muove l'economia reale: camion, furgoni, flotte aziendali. Tagliare le accise su questo carburante significa alleggerire i costi di trasporto e, indirettamente, i prezzi finali dei beni. La benzina serve soprattutto ai privati — dal punto di vista fiscale, è un intervento meno efficiente.

Il ministero ha chiarito che entro 48 ore dall'entrata in vigore del decreto i gestori devono aver aggiornato i tabelloni. Chi non lo fa rischia segnalazioni alla Guardia di Finanza. La vigilanza sarà stringente: il governo non vuole che lo sconto finisca nelle tasche dei gestori anziché nei serbatoi.

Quanto vale lo sconto e quanto dura

Il taglio delle accise, considerata anche l'IVA, porta il risparmio complessivo a 11 centesimi al litro. La misura scade il 6 agosto — un mese e mezzo di tregua. Poi si vedrà, tutto dipenderà dall'andamento del petrolio e dalle casse dello Stato.

Dal punto di vista operativo: chi guida diesel ha convenienza a fare il pieno adesso. Chi guida benzina può aspettare un ulteriore ribasso del Brent — il prezzo alla pompa seguirà con ritardo, ma seguirà. Il diesel sotto i 2 euro rappresenta un livello psicologico importante. Per ora ci siamo.

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