Il gasolio ha superato i 2,2 euro al litro, segnando il massimo storico in Italia. Il timing è critico: il taglio delle accise scade il 10 settembre. Il governo studia interventi mirati, abbandonando i tagli generalizzati a favore di sostegni diretti per chi lavora e usa l'auto quotidianamente.
Bonus carburante o sconto sul bollo
Due ipotesi sono in discussione. La prima prevede un bonus fino a 200 euro in busta paga, erogato dalle aziende tramite welfare aziendale — lo stesso meccanismo dei buoni carburante del 2022 sotto il governo Draghi. La seconda riguarda la riduzione del bollo auto per alcune categorie di veicoli. L'obiettivo è colpire meno in generale e più dove serve: lavoratori dipendenti, autonomi e partite IVA che affrontano tragitti quotidiani.
Il ministero dell'Economia sta valutando anche i criteri di accesso: redditi sotto una certa soglia oppure solo chi dimostra consumi elevati per motivi professionali. Nessuna decisione definitiva — le misure potrebbero essere annunciate entro fine settembre.
Sette interventi da marzo, pressione ancora alta
Dalla crisi dello Stretto di Hormuz, il governo è intervenuto sette volte con riduzioni temporanee delle accise. Il problema è che ogni proroga ha un costo e il petrolio non accenna a scendere. Il Brent si mantiene sopra 90 dollari, con punte verso 95 nelle ultime settimane. Il gasolio risente anche del premio sui prodotti raffinati: le raffinerie europee lavorano a pieno regime ma l'offerta resta sotto pressione.
Il diesel costa più della benzina da diversi mesi. Per chi ha un'attività o compie trasferte quotidiane, l'impatto è significativo. Un pieno da 50 litri supera i 110 euro; moltiplicato due o tre volte al mese, significa 300-400 euro mensili. Un bonus da 200 euro copre metà della spesa, non tutto — ma rappresenta comunque un intervento mirato, non spalmato su tutti come i tagli alle accise.
Tra polemiche e conti pubblici
Le opposizioni criticano le misure come insufficienti e tardive. Il governo controreplica che i margini di bilancio sono limitati e che tagliare le accise indiscriminatamente costa miliardi senza distinguere chi ne ha realmente bisogno. Sul piano operativo, un eventuale bonus sarà verosimilmente legato all'ISEE o al reddito dichiarato. Uno sconto sul bollo toccherebbe probabilmente veicoli commerciali o specifiche classi ambientali.
Il mercato punta lo sguardo al 10 settembre. Se il taglio delle accise non viene rinnovato, il prezzo alla pompa aumenterà di altri 5-6 centesimi. Se prorogato di nuovo, il problema rimanda senza risolversi. Il petrolio rimane elevato, le tensioni geopolitiche non si sono allentate e l'autunno potrebbe portare nuove impennate.
Contenuto a scopo informativo e divulgativo. Non costituisce consulenza finanziaria.