Il gasolio in autostrada ha superato i 2,20 euro al litro proprio nel weekend di controesodo. La benzina in modalità self lungo la rete stradale nazionale si attesta a 2,01 euro al litro, il gasolio a 2,13 euro. In autostrada i prezzi salgono: benzina a 2,09 euro, gasolio a 2,20 euro.

Il divario tra rete stradale e autostrade

La forbice tra i due canali di distribuzione rimane ampia. Chi si rifornisce fuori dall'autostrada paga circa 7-8 centesimi in meno per il gasolio. Non è una novità, ma il livello assoluto dei prezzi rende il differenziale più pesante in valore nominale. Un pieno da 50 litri di gasolio costa 3,50-4 euro in più in autostrada rispetto a un'area di servizio sulla statale.

I dati arrivano dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy e fotografano una situazione che si sta consolidando da settimane. Il trend è chiaro: i prezzi salgono e non accennano a stabilizzarsi. Il governo ha dichiarato di valutare misure per contenere ulteriori rialzi, ma per ora non c'è nulla di concreto sul tavolo.

Cosa pesa davvero sul prezzo alla pompa

Il costo del greggio si muove intorno ai livelli recenti senza scossoni evidenti; il driver principale resta la componente fiscale e i margini di raffinazione. In Italia la tassazione sui carburanti è tra le più alte in Europa. Quello che cambia è il contesto: quando il prezzo finale tocca certi livelli, la percezione diventa politica.

Il settore dell'autotrasporto segue con attenzione. Per chi percorre migliaia di chilometri al mese, ogni centesimo in più si traduce in costi operativi superiori. Se il gasolio resta sopra i 2,20 euro in autostrada, la pressione sui margini delle imprese di logistica aumenta. Non c'è spazio per ricarichi sui clienti, quindi qualcuno assorbe il costo. Di solito non sono i committenti.

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