Il gasolio ha superato i 2,1 euro al litro in tutte le regioni italiane. Anche le ultime aree che resistevano sotto quella soglia hanno ceduto nelle ultime ore.

I picchi si registrano a Bolzano (2,134 euro), in Calabria (2,116 euro) e in Friuli Venezia Giulia (2,113 euro). Sulle autostrade il prezzo medio si attesta a 2,137 euro. La media nazionale al self è di 2,059 euro, mentre la benzina quota 1,750 euro al litro.

Quattro anni di massimi

Il diesel non costava così tanto dal 2022. La dinamica è rapida: poche settimane fa il prezzo medio era ancora sotto i 2 euro. La spinta arriva dal greggio, che ha recuperato terreno dopo i minimi di gennaio, e dai margini di raffinazione che non scendono.

Il governo ha prorogato il taglio delle accise fino al 1° maggio, ma l'effetto è ormai marginale. La riduzione copre pochi centesimi rispetto al rialzo delle ultime settimane. Per chi usa il diesel ogni giorno — autotrasportatori, commerciali, pendolari con auto aziendali — il costo si sente.

Differenze territoriali marcate

La forbice tra regioni è evidente. Bolzano paga 8 centesimi in più rispetto alla media nazionale, la Calabria 5,7 centesimi. Non dipende solo dalla logistica: contano anche le politiche dei distributori locali e la concorrenza, dove esiste.

Chi opera con flotte di veicoli sta già ricalcolando i costi operativi. Il gasolio rappresenta una quota fissa delle spese e, sopra i 2 euro al litro, l'impatto sui margini diventa concreto. Senza un calo del greggio o un intervento più pesante sulle accise, i prezzi resteranno su questi livelli almeno fino all'estate.

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