Piazza Affari consolida i 50.000 punti in una seduta sospesa tra il rimbalzo tech globale e l'attesa per i negoziati Usa-Iran del weekend. Il FTSE Mib cede lo 0,33% nel primo pomeriggio, dopo aver toccato nuovi massimi storici: un movimento che racconta più della tenuta del listino che della direzione di breve.
Tech e industriali bilanciano la cautela
Il balzo di Micron della vigilia ha dato ossigeno ai semiconduttori europei. STMicroelectronics e Prysmian hanno limitato le perdite del paniere principale. Il petrolio torna sotto i 100 dollari al barile sul Brent, scontando per ora la possibilità che i colloqui di Islamabad non finiscano male. I futures di Wall Street, riaperti dopo la chiusura per Memorial Day, mostrano una discreta tenuta: segnale che il mercato americano non vede imminente un'escalation nello stretto di Hormuz.
Ferrari paga lo scetticismo sull'elettrico
A frenare il listino ci pensa Ferrari, che cede terreno dopo le presentazioni sulla nuova strategia elettrica. Il mercato ha reagito con freddezza: l'elettrificazione per un brand costruito sul sound del V12 resta un passaggio che gli investitori non hanno ancora digerito. Non è un problema di execution, ma di narrazione. E quando la storia cambia troppo in fretta, il multiplo si contrae.
Il segretario di Stato Marco Rubio ha dichiarato giovedì che Washington non accetterà pressioni iraniane legate a preoccupazioni politiche o finanziarie interne. Una dichiarazione che suona più come posizionamento negoziale che come rottura, ma che tiene i mercati in modalità attendista. Per ora l'Europa tiene, con l'occhio fisso su quello che succederà nei prossimi giorni in Pakistan.
Contenuto a scopo informativo e divulgativo. Non costituisce consulenza finanziaria.