Le borse europee hanno aperto in netto calo, schiacciate dal ritorno delle tensioni tra Stati Uniti e Iran e dall'ombra dei dazi che si allunga di nuovo sui mercati. Il clima è cambiato nel giro di poche sedute: le schiarite geopolitiche che avevano accompagnato il rimbalzo di fine maggio si sono dissolte.
Il petrolio torna a salire, i listini scendono
Il Brent è risalito sopra i livelli di una settimana fa, mentre DAX, CAC 40 e FTSE Mib hanno ceduto terreno già in apertura. Gli attacchi incrociati tra Washington e Teheran hanno spento in fretta le speranze di una tregua duratura. Il mercato sconta questo scenario con un ritorno all'avversione al rischio: per ora niente di drammatico, ma la direzione è chiara.
Sul fronte commerciale, il tema dazi è tornato in primo piano dopo che Christine Lagarde, a Davos a gennaio, aveva lasciato una cena ufficiale in protesta contro le dichiarazioni del segretario al Commercio USA Edward Lutnick. Quell'episodio aveva fotografato la temperatura del dialogo tra Europa e Stati Uniti. Domenica sera, Lagarde ha preferito non commentare la tabella dei dazi presentata da Trump un anno fa. Il silenzio è eloquente.
Tokyo va controcorrente grazie all'AI
Mentre l'Europa arretra, Tokyo ha segnato un nuovo massimo storico spinto dalle scommesse sull'intelligenza artificiale. Il comparto tech giapponese continua a beneficiare del flusso globale verso le società esposte all'AI e per ora non sembra risentire delle tensioni geopolitiche. Anche in Europa, i titoli tecnologici mostrano una tenuta relativa rispetto al resto del listino, ma non basta a compensare le vendite sugli altri settori.
La combinazione di rischio geopolitico in rialzo e incertezza commerciale rimette in discussione la tenuta dei listini europei. Se le tensioni tra USA e Iran non rientreranno in fretta, il greggio potrebbe continuare a salire, con effetti diretti su inflazione e margini. Sul piano operativo, questo non è ancora il momento per aumentare l'esposizione sull'azionario europeo.
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