Eni ha firmato il protocollo per trasformare il deposito carburanti di Calenzano in un parco fotovoltaico da 20 megawatt. L'impianto, teatro a dicembre 2024 dell'esplosione che uccise cinque persone, lascia il posto a una centrale solare dimensionata per coprire il fabbisogno elettrico di 10.000 famiglie.
L'investimento stimato è di 50 milioni di euro. Sul piano industriale, la scelta rientra nella strategia di riconversione energetica del gruppo — sulla quale il mercato continua a esprimere scetticismo, visto che il titolo resta inchiodato sotto i livelli pre-crisi nonostante i successivi annunci green.
Un sito che smette di esistere
Il deposito di Calenzano chiude definitivamente. Non si tratta di una semplice ristrutturazione o di un cambio d'uso temporaneo: l'area viene convertita in modo irreversibile. La potenza installata di 20 MW non è irrilevante per un impianto fotovoltaico su suolo industriale, ma resta una goccia rispetto alla capacità complessiva del gruppo.
Il punto vero è che Eni sta accelerando l'eliminazione di asset fossili periferici, quelli che comportano rischi operativi e costi di manutenzione elevati senza contribuire significativamente ai margini. Calenzano aveva già sollevato problemi di sicurezza prima della tragedia — la chiusura era nell'aria da mesi.
Il mercato non premia, per ora
La reazione delle azioni è stata neutra. Il buyback da 115 milioni annunciato nelle stesse ore ha attirato più attenzione del progetto fotovoltaico, segno che gli investitori danno maggior peso alla gestione del capitale che agli annunci di transizione energetica. Finché i numeri green non iniziano a incidere sui flussi di cassa in modo visibile, restano caselle da spuntare nella narrativa ESG — utili per il posizionamento, meno per il pricing.
Il titolo Eni viaggia a metà strada tra il minimo annuale di gennaio e il massimo di aprile. La volatilità è bassa e il mercato aspetta segnali concreti dai margini di raffinazione e dai progetti rinnovabili già operativi. Calenzano rappresenta una svolta simbolica più che un elemento di valutazione immediata.