L'Istat pubblica oggi i dati definitivi di contabilità nazionale. Il numero che conta è uno: il deficit 2024 sarà sopra o sotto il 3% del PIL. Da quella cifra dipende se Roma può chiudere la procedura per deficit eccessivo e, quindi, se avrà margini per spendere di più su energia e difesa nei prossimi mesi.
Perché questo numero cambia tutto
Se il deficit risulta inferiore al 3%, l'Italia può chiedere formalmente l'uscita dalla procedura. Ciò sblocca clausole di flessibilità che permettono di escludere dai saldi alcune voci di spesa straordinaria — quelle per energia e difesa in particolare. In pratica: spendi, ma non conti tutto nel deficit ai fini del controllo europeo.
Se invece il dato supera la soglia, anche di poco, resta tutto bloccato. Il governo dovrà rispettare i vincoli ordinari e limitare qualsiasi incremento di spesa non coperto. Il cantiere della legge di Bilancio 2027 è aperto proprio ora, dunque il timing è critico.
Crescita ferma, spazi ridotti
Il PIL 2024 si ferma allo 0,5% — confermato, senza sorprese al rialzo. Con una crescita così bassa, ogni decimo di punto di deficit conta doppio. Il denominatore è fermo, quindi basta poco per sforare, e i margini fiscali si riducono automaticamente.
Il governo ha già segnalato che alcune voci di spesa — la difesa in primis — dovranno crescere per impegni NATO. Se il deficit resta sotto controllo, quelle spese possono passare per il canale delle clausole straordinarie. Altrimenti servono tagli compensativi su altre voci, il che complica la trattativa interna sulla manovra.
Il dato esce oggi. Poi si vedrà se Bruxelles accetta la richiesta di chiusura della procedura. Il numero Istat, intanto, fissa il perimetro entro cui il governo può muoversi nei prossimi sei mesi.
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