Dal 2014 a oggi il numero di nuovi negozi aperti in Italia è calato del 45%. Non è un'ipotesi, ma il dato che emerge dai registri delle attività commerciali. Negli ultimi dieci anni, sempre meno persone hanno deciso di aprire un negozio ogni anno, e la tendenza non accenna a invertirsi.

Il tessuto commerciale dei piccoli comuni è il primo a cedere. Quando la popolazione scende sotto una certa soglia critica, chiudono il negozio di alimentari, il bar, la farmacia se non è l'unica rimasta. L'Italia ha perso 1,3 milioni di residenti dal 2014, e quasi la metà di questo calo si concentra nei comuni sotto i 5.000 abitanti. Dove la domanda locale sparisce, il commercio di prossimità non regge.

Chi resiste e chi sparisce

Tra il 2018 e il 2025 il totale dei negozi al dettaglio è sceso del 14,4%: da oltre 666.000 a circa 570.000 attività. Gli ambulanti e i piccoli alimentari hanno subito il calo più marcato. Le farmacie invece hanno tenuto e sono addirittura cresciute, grazie a una domanda stabile legata all'età media della popolazione e alla possibilità di ampliare i servizi oltre la vendita di farmaci.

I dati mostrano che macellerie, negozi di frutta e verdura e panetterie hanno ceduto terreno anno dopo anno. Non per inefficienza, ma perché il bacino di clientela si è ristretto. Meno residenti significano meno passaggi e meno scontrini. Il modello del negozio sotto casa funziona solo se sotto casa c'è qualcuno.

L'e-commerce non compensa

La spiegazione più immediata è che l'online ha sostituito il negozio fisico. Vero in parte, ma la realtà è più articolata. La vendita digitale sta diventando meno efficace di quanto promettesse cinque anni fa. I cambiamenti nelle policy sulla privacy di Apple e Meta hanno reso più costoso raggiungere il cliente giusto con la pubblicità mirata. Il vantaggio competitivo dell'e-commerce si sta erodendo, eppure i negozi fisici continuano a chiudere.

Il vero problema è demografico. Senza interventi che invertano il calo di popolazione nei piccoli centri, la desertificazione commerciale continuerà. Non è questione di incentivi fiscali o di regole più facili per aprire, ma di quante persone abitano in un luogo e quante hanno reddito da spendere.

Se nei prossimi anni la dinamica demografica non cambia, tra dieci anni avremo ancora meno negozi e molti comuni senza alcuna attività commerciale stabile.

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