Il fondo americano Castlelake ha confermato di stare valutando un'offerta per Easyjet. La compagnia low cost britannica, capitalizzata circa 3 miliardi di sterline, è finita nel mirino di un operatore specializzato in investimenti legati ad asset tangibili, aerei compresi. Non c'è ancora nulla di formale sul tavolo, ma la finestra operativa è tracciata: Castlelake ha tempo fino al 26 giugno per depositare una proposta vincolante.

La posizione della compagnia

Easyjet non ha usato giri di parole. Ha definito l'interesse di Castlelake «altamente opportunistico», un modo educato per dire che ritiene il timing della mossa legato più alle condizioni di mercato che al valore intrinseco della società. La reazione del titolo in Borsa è stata invece chiara: rialzo deciso alla notizia, con gli investitori che scontano subito un possibile premio rispetto ai livelli attuali.

Il controllo della low cost resta nelle mani dell'imprenditore greco-britannico Stelios Haji-Ioannou, fondatore della compagnia. Castlelake non è un nome nuovo nel settore aereo: ha partecipato al salvataggio della scandinava SAS e opera da tempo su investimenti nel trasporto aereo, dalle flotte agli aeroporti. Sa come funzionano i bilanci delle compagnie aeree e conosce il valore residuo degli asset fisici.

Il mercato non era impreparato

Da settimane negli ambienti finanziari circolano voci di possibili mosse su Easyjet. Tra i nomi emersi c'è anche MSC, il gruppo armatoriale della famiglia Aponte che ha già inserito nel proprio portafoglio Lufthansa attraverso una partecipazione in ITA Airways. Il settore low cost europeo è da tempo sotto osservazione: margini compressi, flotte moderne ma costose, e una valutazione di Borsa che in molti casi sconta più i rischi che le prospettive.

Ora si apre una fase operativa precisa. Castlelake ha 40 giorni per decidere se formalizzare l'offerta o ritirarsi. Se non si muove entro la scadenza, secondo le regole britanniche del Takeover Code, dovrà attendere almeno sei mesi prima di riprovare. Easyjet ha già fatto sapere che l'interesse non è gradito, ma il mercato scommette che un'offerta vera arrivi comunque.