Il decreto Bollette esce dalla commissione Attività produttive con due novità in direzioni opposte. La prima: il phase-out del carbone slitta di otto anni, dal 2025 al 2038. La seconda: stretta definitiva sul telemarketing energetico non richiesto, con blocco automatico delle chiamate e onere della prova ribaltato sui venditori.
Il testo approda in Aula lunedì 30 marzo. Tra le modifiche dell'ultima ora spicca l'ammissione dei condòmini alle Comunità Energetiche Rinnovabili, un ampliamento che dovrebbe accelerare la diffusione di questi schemi, ma che nella pratica si scontra con i tempi biblici delle assemblee condominiali.
Il carbone resta per altri tredici anni
La proroga al 2038 è stata inserita con un emendamento di maggioranza. Lega e Fratelli d'Italia la definiscono un "atto di responsabilità" per garantire la sicurezza energetica. Le opposizioni vi vedono un passo indietro su clima e decarbonizzazione. Al di là delle posizioni politiche, il dato operativo è che le centrali a carbone italiane restano operative fino alla fine del decennio successivo. Ciò significa che ENI, Enel e A2A hanno visibilità di lungo periodo su quegli asset, e che il mercato dei certificati ETS continuerà a pesare sui loro bilanci per parecchio tempo.
Telemarketing: inversione dell'onere della prova
Sul fronte delle chiamate commerciali, la stretta è più concreta rispetto agli anni passati. Le società energetiche dovranno garantire l'identificabilità telefonica obbligatoria. L'Agcom potrà ordinare il blocco delle linee usate per chiamate non autorizzate. Soprattutto: sarà il venditore a dover dimostrare di aver ottenuto il consenso preventivo, non il cliente a dover provare di non averlo dato.
Il sistema prevede un controllo automatico: le chiamate che non superano la verifica preventiva non arrivano nemmeno a squillare. Si aggiunge alla delibera Agcom del 6 novembre, che aveva già ampliato il perimetro delle chiamate bloccabili. In pratica, chi ha fatto business sul telemarketing aggressivo dovrà cambiare modello o chiudere: il margine per continuare a operare come prima si è ristretto considerevolmente.
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