L'Italia ha margini per raddoppiare la capacità produttiva di biocarburanti. Non è una proiezione casuale: esistono spazi industriali disponibili e operatori con progetti pronti. Manca solo il quadro normativo definitivo per avviarli.
La Red III spinge, il 2035 frena
La direttiva europea Red III fissa un obiettivo chiaro: entro il 2030 i biocarburanti avanzati devono coprire oltre un terzo dell'energia rinnovabile consumata nei trasporti. L'Italia nel 2023 è stata la prima in Europa a recepire la norma e ad aprire all'uso di biocarburanti liquidi nei veicoli leggeri.
Il problema è il blocco del 2035 per i motori termici, che rimane sullo sfondo. Chi deve investire centinaia di milioni in un impianto di produzione si trova davanti a un paradosso: da una parte Bruxelles chiede più biocarburanti, dall'altra stabilisce che tra dieci anni i motori che li utilizzano non potranno più circolare. Una contraddizione che frena gli investimenti.
Eni guida, ma servono altri attori
L'Italia è già un produttore rilevante grazie a Eni, che ha convertito le raffinerie di Gela e Venezia in bioraffinerie. Per raddoppiare la capacità servono però altri progetti, altre aziende e altri impianti. Il potenziale esiste, soprattutto per i biocarburanti avanzati ricavati da scarti agricoli e rifiuti organici.
Il governo spinge affinché a livello europeo vengano riconosciute tutte le tipologie di biocarburanti, incluse quelle più controverse come l'olio di palma certificato. Questa battaglia normativa avrà peso nei prossimi mesi, poiché senza chiarezza sulla classificazione è difficile programmare investimenti di lungo periodo.
Nel frattempo il Belém Pledge — accordo internazionale firmato a novembre — fissa l'obiettivo di quadruplicare l'uso globale di biocarburanti entro il 2035 rispetto ai livelli del 2024. Un target ambizioso che darebbe respiro agli investimenti anche oltre il blocco dei termici in Europa, almeno per le esportazioni. Restano tuttavia da verificare le condizioni di accesso al mercato e la concorrenza del bioetanolo d'importazione, che attualmente beneficia di trattamenti commerciali favorevoli.
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