Le piazze europee hanno chiuso la seduta in territorio positivo dopo le dichiarazioni di Trump su una possibile uscita dal conflitto con l'Iran. Il presidente ha lasciato intendere di voler chiudere la questione anche senza un accordo formale, e i mercati hanno risposto con acquisti sia sull'azionario che sui titoli di Stato periferici.

Il petrolio torna sotto quota 100

Il Brent ha ceduto terreno dopo giorni di tensione sopra i 100 dollari al barile. Non serve un accordo di pace firmato per vedere i prezzi scendere: basta che il mercato percepisca una riduzione del rischio di escalation. Le forniture dallo stretto di Hormuz non sono state toccate, ma il premio di rischio era salito per puro timore. Ora quel premio si sta sgonfiando.

Sul fronte energetico europeo, i titoli oil hanno fatto un passo indietro dopo le settimane di rialzi precedenti. Niente di drammatico, solo una presa di profitto dopo che gli spiragli diplomatici hanno cambiato il quadro di breve periodo.

Spread BTP-Bund in calo, UniCredit protagonista

Lo spread tra il decennale italiano e quello tedesco ha ridotto il differenziale. Il contesto di riduzione del rischio geopolitico favorisce i titoli di Stato con rendimenti più alti, perché il reflation trade perde forza e il flight-to-quality si allenta. UniCredit ha guidato i rialzi a Piazza Affari, trainata dal clima generale di ritorno dell'appetito per il rischio.

Trump parlerà stanotte alle 3 di mattina (ora italiana) con nuove informazioni sul conflitto. Fino a quel momento il mercato ha deciso di scontare uno scenario meno teso. Se le dichiarazioni confermeranno la linea morbida, i guadagni di oggi potrebbero consolidarsi. Altrimenti si tornerà rapidamente al clima delle ultime settimane.

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