Le borse europee chiudono una seduta difficile. Milano cede lo 0,9%, Francoforte e Madrid l'1,15%, Parigi l'1%. Il motivo è chiaro: i colloqui di pace tra Stati Uniti e Iran in Pakistan sono saltati senza accordo e i mercati hanno reagito scaricando rischio.
Il petrolio torna sopra i 100 dollari
Il Brent ha sfondato quota 100 dollari al barile, tornando su livelli che non si vedevano da mesi. Il gas naturale europeo si muove intorno ai 44 euro per megawattora. Non c'è stato bisogno di un'escalation militare diretta: è bastato il fallimento delle trattative per mettere in luce che lo stretto di Hormuz resta un punto critico. Il mercato incorpora già il rischio di interruzioni alle forniture, sebbene al momento non ci sia alcun blocco fisico.
A Milano tiene Diasorin
Sul FTSE MIB l'unico segnale positivo arriva da Diasorin, che svetta in una giornata altrimenti pesante. Il resto del listino subisce la pressione generale del comparto difesa europeo, colpito dal declassamento di JPMorgan su Rheinmetall — target ridotto da 2.130 a 1.500 euro, raccomandazione portata da Overweight a Neutral. Sul valutario, l'euro scambia poco mosso a 1,17 contro il dollaro, mentre lo yen si indebolisce a 157 contro il biglietto verde.
L'indice PMI composito della zona euro ha segnato ad aprile una contrazione inattesa a 48,6, sotto la soglia dei 50 punti che separa l'espansione dalla recessione. La domanda cala mentre i costi energetici salgono — uno schema già visto che ora si ripete con il conflitto mediorientale sullo sfondo.
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