Le borse europee chiudono una seduta nervosa. Milano è l'unica a tenere la posizione, spinta da Mps e Mediobanca che guadagnano entrambe il 2,7%. Il resto del listino però non brilla: Eni e Leonardo cedono circa un punto e mezzo, Inwit scivola dell'8% fino a 6,3 euro.

Il mercato si trova stretto tra due forze contrapposte. Da un lato, gli attacchi tra Israele e Iran hanno fatto schizzare petrolio e gas. Dall'altro, crescono i dubbi sulla sostenibilità degli investimenti miliardari in intelligenza artificiale, con Wall Street che inizia a chiedersi quanto possano ancora durare multipli così elevati su titoli tech.

Energia in rialzo, ma nessuno ci crede davvero

Il greggio sale perché deve salire quando ci sono tensioni in Medio Oriente. Ma i volumi non sono esplosivi e nessuno si sta posizionando per una chiusura dello stretto di Hormuz. L'Iran continua a parlarne, Israele colpisce obiettivi in Libano, il copione è sempre lo stesso da mesi. I mercati incorporano un rischio moderato, non uno scenario estremo.

Sul gas vale lo stesso schema: balzo immediato, ma le forniture europee restano stabili e i livelli di stoccaggio alti. Chi opera su questi strumenti sa che le fiammate durano poco se non c'è un'interruzione fisica delle forniture.

Milano tiene solo grazie al risiko bancario

Piazza Affari galleggia sopra i 50mila punti perché Mps e Mediobanca trascinano il settore bancario. Il mercato sconta già le prossime mosse del risiko: Mps che torna appetibile per aggregazioni, Mediobanca che potrebbe diventare preda o predatore. Quando due banche salgono insieme del 2,7% nella stessa seduta, significa che qualcuno sta comprando in vista di annunci.

Il resto del listino va in ordine sparso. Inwit che perde l'8% in una sola seduta mostra quanto sia fragile il sentiment su titoli considerati difensivi. Basta poco per innescare vendite tecniche quando il mercato non ha direzione.

L'euro scivola a 1,155 sul dollaro, il Bitcoin resta inchiodato sui 75mila dollari. Nessuno si muove davvero, tutti aspettano il prossimo dato macro per prendere posizione. In queste fasi il rischio vero non è quello che vedi sui titoli di giornale, ma quello di rimanere esposto quando il mercato decide finalmente da che parte andare.

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