Le piazze europee chiudono una seduta nervosa con segni misti. Milano tiene lo 0,3%, Francoforte e Parigi cedono terreno. Il movimento principale riguarda il petrolio: il Brent torna sopra 90 dollari al barile dopo settimane al di sotto di quella soglia. La causa è nota: gli attacchi nello Stretto di Hormuz riportano il rischio di interruzione delle forniture al centro della scena.
Stellantis tira, le banche frenano
A Piazza Affari Stellantis sale del 3,2% e trascina l'indice. Il gruppo automotive beneficia dei dati sulle immatricolazioni italiane di settembre: +9,9% il mercato, +12,6% Stellantis, grazie anche al contributo del partner cinese Leapmotor. Sul fronte opposto, le banche: Bper, Banco BPM, Unicredit e Intesa sono tutte in rosso. I rendimenti dei titoli di Stato risalgono — il Btp decennale torna a cedere dopo giorni di recupero — e questo pesa sul comparto finanziario, che aveva guidato il rimbalzo delle ultime sedute.
Petrolio e verbali Fed nel mirino
Il greggio sopra 90 dollari ridisegna lo scenario per chi opera su inflazione e tassi. Se il rialzo tiene, la pressione sui prezzi al consumo si riaccende proprio mentre la Fed cerca di chiudere il ciclo restrittivo. In serata arrivano i verbali dell'ultima riunione: il mercato cerca conferme che il picco dei tassi sia definitivo. Ma con Hormuz che torna a preoccupare, la strada per un allentamento monetario si complica. Tra i titoli di tech e tlc emergono Telecom Italia e Inwit in positivo, mentre Technoprobe e Prysmian chiudono in territorio negativo. Fuori dal Ftse Mib, Eckert & Ziegler resta sospesa dopo il collocamento di una quota del 3,4% a 13,26 euro per azione.
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