Le borse europee chiudono una seduta incerta, con gli investitori che cercano di capire quanto durerà la tregua annunciata tra Stati Uniti e Iran. Il cessate il fuoco, previsto per due settimane, non basta a placare i timori: lo Stretto di Hormuz resta chiuso al traffico mercantile e gli attacchi israeliani in Libano rimettono in discussione la stabilità dell'accordo.
Il petrolio reagisce al blocco dello stretto con un rialzo netto. Il Brent sale oltre i 78 dollari, incorporando il rischio di una chiusura prolungata. Lo Stretto di Hormuz rappresenta il 20% del petrolio mondiale che si muove via mare: anche se la tregua regge, il collo di bottiglia logistico è già una realtà. Le compagnie petrolifere hanno sospeso i transiti in attesa di garanzie, e questo da solo basta a sostenere i prezzi.
Milano tiene con i titoli oil, il resto incerto
A Piazza Affari i titoli legati al settore energetico recuperano terreno. Saipem, Tenaris ed Eni chiudono in territorio positivo, beneficiando del rialzo del greggio. Sul resto del listino prevale la cautela: utility e banche cedono qualche decimale, mentre i titoli difensivi tengono. Lo spread BTP-Bund scende sotto i 115 punti, riflettendo un temporaneo ritorno dell'appetito per il rischio.
Il problema non è la tregua in sé, ma la sua credibilità. Due settimane rappresentano un orizzonte troppo breve per modificare i posizionamenti di fondo. Gli investitori istituzionali mantengono coperture sul rischio geopolitico e i volumi di scambio restano contenuti. Chi ha alleggerito le posizioni nei giorni più difficili non le sta ricostituendo con decisione.
La domanda cruciale è quanto durerà il blocco di Hormuz
Il vero nodo è lo stretto. Se il blocco si protrae oltre una settimana, i costi di trasporto esplodono e le raffinerie europee iniziano a razionare le forniture. Il mercato può assorbire una chiusura di 3-4 giorni senza traumi, ma oltre quella soglia le scorte strategiche cominciano a pesare. In pratica, se entro 10 giorni lo Stretto di Hormuz non riaprirà, il rally del petrolio diventerà strutturale e non più tattico.
Gli indici europei chiudono misti: Francoforte piatta, Parigi in lieve calo, Madrid tiene. Non c'è euforia, ma neanche panico. È il comportamento tipico di un mercato che aspetta conferme prima di muoversi con forza. La tregua dà respiro, ma non risolve nulla finché il traffico nel Golfo Persico resta fermo.
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