Le borse europee hanno accelerato nel finale di seduta, con il settore tecnologico a fare da traino. Milano ha chiuso in rialzo dell'1%, sostenuta da STMicroelectronics (+9,8%) e da Prysmian, che continua a macinare terreno. Wall Street ha fatto la sua parte: S&P 500 e Nasdaq hanno segnato nuovi massimi storici, con i semiconduttori che hanno spinto gli indici in positivo per la seconda seduta consecutiva.
Il rimbalzo del tech europeo
STMicroelectronics è schizzata quasi del 10% in una sola seduta. Non è un movimento casuale: il settore chip sta beneficiando di un clima di ritrovata fiducia, con i colossi americani che trainano al rialzo l'intero comparto. Quando Nvidia e compagnia salgono, ST non resta a guardare, soprattutto se i mercati europei cavalcano l'onda positiva partita da oltreoceano.
Prysmian prosegue senza troppo rumore: il titolo continua a guadagnare terreno, spinto da fondamentali solidi e da una domanda strutturale di cavi per interconnessioni energetiche che non accenna a rallentare. È il tipo di nome che accumuli in portafoglio quando cerchi qualcosa di meno volatile rispetto ai semiconduttori, ma con una storia di crescita altrettanto credibile.
Wall Street e l'attesa per Trump-Xi
Oltreoceano, il Nasdaq ha segnato un nuovo massimo storico con un guadagno dello 0,47%, mentre l'S&P 500 ha chiuso a 6.716 punti (+0,25%). Il Dow Jones si è mosso poco, appena lo 0,10%, ma quando il Nasdaq segna record, il Dow può anche restare fermo.
Sullo sfondo c'è l'incontro Trump-Xi previsto a Pechino nei prossimi giorni. I mercati non stanno scontando uno scenario apocalittico: le borse americane salgono come se l'esito fosse già scritto. Può essere ottimismo fondato o semplicemente un mercato che guarda solo agli earnings e alla Fed — al momento, conta solo quest'ultimo aspetto.
Petrolio e gas in discesa
Mentre le azioni salgono, le commodity energetiche scendono. Petrolio e gas naturale hanno chiuso in calo, segno che la tensione geopolitica non sta ancora mordendo sulle forniture. Il mercato non vede rischi immediati di chiusura di rotte strategiche, e i prezzi rispondono di conseguenza.
Sul piano operativo: se l'incontro Trump-Xi dovesse chiudersi senza strappi, il tech ha margine per continuare a salire. Se invece emergono frizioni, la prima vittima sarà proprio il Nasdaq — non il Dow, non l'energia. I semiconduttori sono il termometro più sensibile quando si parla di relazioni USA-Cina.
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