L'Europa inizia la seduta in territorio negativo. La causa è l'incertezza che continua a circondare il conflitto in Medio Oriente, che tiene gli investitori alla finestra. Tokyo ha toccato nuovi massimi in apertura, ma il resto dell'Asia ha chiuso fiacca. Il segnale che emerge è di prudenza diffusa.
Petrolio oltre quota 100, gas in rialzo
Il Brent scambia a 103 dollari al barile. Il WTI viaggia sopra i 104 dollari, con un balzo di oltre l'8%. Il gas naturale sul TTF di Amsterdam sale del 9%, con i future di maggio a 47,6 euro al megawattora. Questi numeri non sono speculazione pura: sono il riflesso di forniture che potrebbero subire interruzioni reali se lo scenario peggiora.
L'energia pesa direttamente sui listini azionari europei, dove i comparti utilities e industriali sentono l'effetto immediato. Chi dipende da input energetici comincia a ricalcolare i margini.
Attesa per Trump, mercati sospesi
Stanotte il presidente americano parlerà al Paese. I mercati aspettano indicazioni su come Washington intende muoversi: con sanzioni più dure, pressione diplomatica o altre misure. Nel frattempo, gli indici europei reagiscono al solo rischio percepito, senza bisogno di sviluppi concreti.
In pratica, finché non c'è chiarezza sulla durata e l'intensità del conflitto, la volatilità resta alta. E quando il petrolio supera i 100 dollari, l'Europa paga sempre il conto più salato.
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