L'Arabia Saudita ha superato Stati Uniti e Cina come primo mercato di destinazione per l'export italiano di valvole e rubinetteria a uso civile. Nel 2025 le vendite hanno raggiunto 585 milioni di euro, con una crescita del 16,5% rispetto all'anno precedente.
Non è solo una crescita statistica. Simone Brevi, amministratore delegato di Omb Valves, dichiara che il 50% del fatturato aziendale proviene ormai dal mercato saudita. Un peso che fino a pochi anni fa sarebbe stato impensabile per un singolo Paese, soprattutto non europeo.
Domanda interna e progetti infrastrutturali
La spinta arriva dalla domanda interna. L'Arabia Saudita sta costruendo città, infrastrutture e complessi industriali a ritmi che altrove non si vedono da decenni. Progetti come Neom richiedono quantità enormi di componentistica edile e industriale, e le valvole sono parte strutturale di qualsiasi impianto.
La crescita del 16,5% è significativa perché arriva in un momento in cui altri mercati rallentano. La Germania, dopo anni di contrazione, è appena tornata in territorio positivo. Stati Uniti e Cina restano mercati importanti ma non mostrano accelerazioni paragonabili.
Apertura finanziaria dal 2026
A partire dal 2026, Riad aprirà completamente il mercato finanziario agli investitori stranieri. Tutte le istituzioni e i fondi esteri potranno negoziare direttamente sul Tadawul, l'indice principale della Borsa saudita. L'apertura segue un percorso graduale iniziato a gennaio e rafforza il posizionamento del Paese come hub regionale per capitali e investimenti.
Per le imprese italiane del settore valvole, questo significa un mercato destinato a crescere con visibilità pluriennale. Quando un Paese costruisce a questi ritmi e allo stesso tempo apre il sistema finanziario, la domanda di componenti industriali resta strutturale, non ciclica.
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