Il fondo americano Apollo ha messo sul tavolo 5,7 miliardi di sterline per easyJet, superando l'offerta di Castlelake e ottenendo il consenso del board. Il prezzo è di 7,15 sterline per azione, contro le 6,90 di Castlelake.
La sequenza è stata rapida. Castlelake si era fatto avanti qualche giorno fa con un'offerta vincolante, ma Apollo ha atteso il momento giusto per alzare la posta. Non di molto — 25 pence in più — ma abbastanza per convincere il consiglio della compagnia a raccomandare la propria offerta agli azionisti.
Due fondi americani sulla stessa low cost
Che due private equity americani si contendano una low cost europea dice qualcosa di preciso sul settore. Il modello no-frills ha superato la prova del post-Covid, i margini operativi sono tornati positivi, e ora c'è chi punta su consolidamento e ottimizzazione di una base clienti consolidata. Apollo gestisce oltre 800 miliardi di dollari ed è presente nel settore aereo — probabilmente vede margini per ridurre i costi e ridisegnare la flotta.
Il titolo ha reagito come previsto: balzo in Borsa al livello dell'offerta. Gli arbitraggisti hanno iniziato a comprare subito dopo l'annuncio, scommettendo sulla chiusura dell'operazione. Ora la palla passa agli azionisti, che devono approvare. Ma con il board schierato, il percorso è in discesa.
Cosa succede ora
Apollo deve completare la due diligence e ottenere le autorizzazioni regolamentari — un passaggio non scontato per una compagnia aerea europea. Ma a meno di sorprese antitrust o di un ulteriore rilancio da parte di Castlelake, l'affare sembra concluso.
Sul piano operativo: easyJet esce dalla Borsa e passa in mani private. Per i passeggeri non cambia nulla nel breve termine. Per i dipendenti, dipende da come Apollo deciderà di riorganizzare operazioni e rotte. I fondi di private equity comprano per ristrutturare, non per lasciare tutto così com'è.
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