Il taglio delle accise su benzina e gasolio viene prorogato fino a mercoledì. Due giorni, poi si vedrà. Il governo cerca le risorse per un'ulteriore estensione, ma al momento la misura scade a metà settimana.

La conferma è arrivata oggi, dopo l'anticipazione di Marco Osnato, presidente della commissione Finanze della Camera. Non è la prima volta che la proroga viene concessa a pezzi: il taglio va avanti da mesi con rinnovi continui, sempre a ridosso della scadenza.

I prezzi senza taglio

Senza la riduzione delle accise, benzina e gasolio salirebbero di circa 25 centesimi al litro. A fine agosto 2024 i prezzi alla pompa erano rispettivamente 1,696 euro per la benzina e 1,622 euro per il gasolio. Oggi, con la misura ancora attiva, si viaggia su livelli simili. Quando il taglio scade, anche per pochi giorni, l'effetto alla pompa è immediato.

Il Codacons ha già commentato negativamente la brevità della proroga, ma il punto cruciale è un altro: le coperture. Il governo può intervenire sulle accise in via amministrativa, ma solo per periodi limitati. Ogni estensione richiede risorse aggiuntive in manovra, e quelle vanno trovate.

Proroga tecnica o scelta politica

La durata di 48 ore suggerisce si tratti di un ponte. O arrivano i fondi per un'estensione più lunga, o il taglio decade. Non c'è molto da leggere oltre: è una questione di cassa. Il timing, però, non è casuale. Siamo a fine agosto, con il rientro dalle vacanze e il picco della domanda di carburante. Lasciare scadere la misura ora avrebbe un impatto immediato sui consumi delle famiglie.

In pratica: mercoledì si capirà se il governo ha trovato le coperture per proseguire o se il taglio termina qui. Nel frattempo, chi deve fare rifornimento ha ancora due giorni di accise ridotte.

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