Il taglio delle accise sui carburanti non ci sarà. Il governo ha fatto marcia indietro e ora dichiara che l'intervento generalizzato "aiuterebbe i più ricchi". La linea del ministro Urso è netta: meglio concentrare le risorse su famiglie con Isee sotto i 15mila euro, magari attraverso la carta Dedicata a te, e sull'autotrasporto.

La motivazione ufficiale è che il meccanismo delle accise mobili può scattare solo al verificarsi di condizioni economico-finanziarie precise. In pratica: serve margine di bilancio, e al momento non c'è. Il petrolio è salito sopra 90 dollari per la crisi in Medio Oriente, ma il governo preferisce non bruciare gettito fiscale su una misura che avrebbe un impatto diffuso.

I numeri che il governo non dice

Lo Stato incassa circa 9,5 milioni di euro al giorno in più grazie all'aumento dei prezzi alla pompa. Quando il greggio sale, l'Iva sui carburanti si calcola su una base imponibile più alta — è automatico. Per questo le associazioni dei consumatori stanno premendo: ogni giorno di ritardo costa centinaia di milioni all'intero sistema.

Codacons chiede un taglio di almeno 15-20 centesimi per avere un effetto reale sui prezzi. Assoutenti stima che senza interventi immediati l'aggravio si scaricherà sui beni alimentari per 830 milioni di euro, perché i trasporti incidono direttamente sulla catena distributiva. Coldiretti ha lanciato l'allarme sugli effetti a cascata per l'agricoltura.

Chi ci guadagna davvero

Il dibattito politico si è concentrato sul fatto che un taglio generalizzato avrebbe favorito anche chi guida vetture di lusso o macina chilometri per piacere. Quindi meglio circoscrivere. Il problema è che un aiuto legato all'Isee arriva settimane dopo, passa per moduli e verifiche, e non ferma la corsa dei listini oggi.

L'autotrasporto è un settore che già opera con margini risicati. Se il gasolio resta sopra 1,80 euro al litro, molte aziende scaricheranno i costi sui committenti oppure smetteranno di viaggiare. Non è teoria: è successo durante il picco del 2022, quando diversi operatori hanno tenuto i mezzi fermi piuttosto che lavorare in perdita.

Sul piano concreto, il governo deve ancora decidere come e quando intervenire. Al momento c'è solo il no al taglio accise e un generico impegno a sostenere fasce specifiche. Il mercato dei carburanti, intanto, continua a incorporare la tensione sul greggio e la chiusura — per ora solo ipotetica — dello stretto di Hormuz.

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