Dal 4 all'8 settembre Vicenza diventa il centro mondiale dell'industria dei preziosi. Non solo per la fiera Vicenzaoro, alla sua edizione record, ma anche perché la confederazione internazionale CIBJO ha scelto la città veneta per celebrare il centenario della sua fondazione.

Un evento che vale un settore da miliardi

Vicenzaoro porta in città oltre 1.300 brand e 20.000 visitatori. Numeri che da soli raccontano il peso specifico della manifestazione. Quest'anno l'appuntamento ha una valenza particolare: la CIBJO, che riunisce le associazioni nazionali del settore orafo e gemmologico, ha deciso di tenere qui il suo congresso mondiale. Cento anni di storia celebrati in Italia, nel distretto che per decenni ha fatto da ponte tra la manifattura europea e la domanda globale.

Il programma include T.Gold, VO Vintage e il festival culturale VIOFF, che si estende nel centro storico. L'obiettivo è facilitare contatti commerciali diretti tra produttori e buyer internazionali. In un momento in cui le catene di fornitura globali si stanno riorganizzando, la fiera fisica mantiene un ruolo che nessuna piattaforma digitale riesce a replicare.

Quali mercati guardano a Vicenza

Tra i paesi più rappresentati ci sono Regno Unito, India e Germania. L'India sta consolidando in particolare la sua presenza sia come acquirente che come fornitore di pietre e lavorazioni. Il fatto che oltre 650 studenti di scuole specializzate partecipino agli eventi collegati alla fiera evidenzia lo sforzo di ricambio generazionale in un settore dove il know-how tecnico rimane determinante.

Per le imprese del distretto vicentino — Confartigianato Orafi conta oltre 100 aziende presenti — l'appuntamento serve a consolidare i rapporti esistenti e a testare la tenuta della domanda su mercati chiave. In un comparto dove i margini dipendono dalla capacità di intercettare le tendenze prima che diventino di massa, cinque giorni di confronto diretto valgono più di mesi di ricerche di mercato.

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