Stellantis riapre Mirafiori e Pomigliano. La stima per il 2026 è di 300mila auto prodotte in Italia, un numero che vale la pena approfondire perché segna un punto di svolta rispetto agli anni recenti.

I numeri del piano produttivo

La Fim prevede per il 2026 circa 500mila veicoli totali, di cui oltre 300mila auto. Si tratta di volumi vicini a quelli del 2023, anno che aveva già mostrato segnali di recupero. Mirafiori e Pomigliano sono i due siti che trainano questa proiezione.

A Pomigliano è stato rinnovato per un anno il contratto di solidarietà. A Mirafiori la gestione dei volumi avviene attraverso pause produttive lunghe, una modalità ormai consolidata per assorbire i cali di domanda senza ricorrere a cassa integrazione pesante. Melfi invece registra fermi legati a problemi con i componenti, una difficoltà strutturale che si ripresenta da mesi.

Il nodo della gamma e delle piattaforme

L'elemento critico è la gamma. Mirafiori punta sulla Fiat 500 elettrica, ma è sufficiente a giustificare un intero stabilimento? La domanda circola da tempo. Pomigliano si gioca molto sulla Panda, e la conferma che la nuova generazione resterà lì dopo il 2028-2030 è decisiva per la tenuta occupazionale del sito.

Il piano FASTLane 2030 di Stellantis individua l'Italia come hub produttivo delle piccole. È una scelta coerente con i costi di produzione europei e con la necessità di tenere volumi alti su segmenti a bassi margini. Ma richiede modelli competitivi, non solo annunci.

Cassino perde terreno

Mentre Mirafiori e Pomigliano segnano crescita, Cassino affronta un calo produttivo. La dinamica è chiara: i volumi si spostano dove ci sono modelli che vendono. E in questo momento Cassino non dispone di carte vincenti.

La sfida vera per Stellantis in Italia non è solo riaprire stabilimenti, ma riempirli con modelli che il mercato compra davvero, non con produzioni che servono a chiudere i conti con i sindacati.

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