L'Ocse ha pubblicato le sue stime sui salari reali per il 2026: per l'Italia il dato è netto, meno 0,9%, il peggiore tra i paesi avanzati. Non è una sorpresa, ma vedere nero su bianco che il potere d'acquisto continuerà a scendere anche tra due anni — dopo anni di inflazione che ha già eroso parecchio — rivela qualcosa di strutturale.

Il solito film: prezzi salgono, buste paga no

Il meccanismo è sempre lo stesso. L'inflazione riparte, spinta dall'energia e dai costi importati, e i salari nominali non tengono il passo. In altri paesi dell'area Ocse la dinamica retributiva ha parzialmente compensato la fiammata dei prezzi. In Italia no. La crescita delle buste paga resta debole, la contrattazione collettiva lenta, e il risultato è che i lavoratori perdono terreno anno dopo anno.

L'Ocse prevede per l'Italia una crescita del Pil attorno allo 0,9% nel 2026 e un'inflazione che dovrebbe stabilizzarsi intorno al 2,6%. Numeri che non indicano recessione, ma nemmeno una ripresa capace di trascinare i redditi. Con una crescita così moderata e una produttività che non accelera, non c'è margine per aumenti salariali reali. Le imprese non hanno spazio, i contratti sono rigidi, e il mercato del lavoro — pur con un tasso di occupazione in salita — non genera pressione sufficiente per spostare il baricentro verso chi lavora.

Quello che conta per i mercati

Dal punto di vista operativo, il dato sui salari reali non muove gli indici. Ma incide sulla domanda interna, sui consumi e quindi sul profilo di crescita delle aziende italiane esposte al mercato domestico. Retail, banche, utility: tutti settori che dipendono dalla capacità di spesa delle famiglie. Se il potere d'acquisto continua a scendere, i multipli di valutazione di queste società restano sotto pressione.

Chi investe su titoli italiani — soprattutto small cap e mid cap legate al mercato interno — deve tenere presente che il contesto macro non offre supporto. Non è una crisi, ma un'economia che fatica a girare veloce. E questo si vede nei bilanci, nei margini e alla fine nei prezzi delle azioni.

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