Dal 20 al 22 ottobre Milano ospita NetZero, tre giorni di confronto sull'elettrificazione dell'economia. Non il solito evento su pannelli solari e promesse green. Il focus è diverso: costi energetici, competitività industriale, conti che devono tornare.

Settori dove la decarbonizzazione costa cara

L'edizione di quest'anno mette al centro le industrie difficili da elettrificare: acciaio, cemento, aviazione. Settori che non possono passare alle rinnovabili con un semplice interruttore. Servono investimenti pesanti, tecnologie che in parte ancora non esistono su scala industriale, e soprattutto energia a prezzi che non distruggano i margini.

Più di 140 relatori e 15 conferenze tematiche. Tra i nomi: Jan Rosenow su politiche energetiche, Francesco Starace e Philippe Aghion su investimenti e innovazione. Il programma tocca batterie e rinnovabili, ma anche — e questo conta — il lato finanziario della transizione.

Domanda e offerta, non solo ideologia

NetZero prova a tenere insieme due aspetti che negli ultimi anni hanno viaggiato separati: gli obiettivi climatici e i bilanci aziendali. L'elettrificazione può funzionare se l'offerta di energia è stabile e accessibile. Se invece il costo dell'elettricità resta strutturalmente alto in Europa rispetto a USA e Asia, la competitività si perde prima ancora di ridurre le emissioni.

Per chi segue i mercati dell'energia e le dinamiche industriali europee, l'appuntamento offre un punto di osservazione concreto. Non proclami, ma numeri. Non roadmap generiche, bensì tecnologie da valutare settore per settore. Resta da vedere se emergeranno soluzioni scalabili o solo il solito elenco di problemi noti.

Contenuto a scopo informativo e divulgativo. Non costituisce consulenza finanziaria.