Giorgia Meloni ha convocato il ministro dell'Economia Giancarlo Giorgetti per affrontare il tema del caro benzina. Sul tavolo c'è l'ipotesi di un intervento temporaneo sulle accise, strumento già utilizzato più volte negli ultimi anni quando il prezzo alla pompa ha messo sotto pressione famiglie e imprese.
La benzina pesa, il margine di manovra resta stretto
Il contesto non aiuta. Le tensioni in Medio Oriente hanno riportato il greggio oltre i livelli di inizio anno e, sebbene il Brent non sia ancora tornato ai picchi del 2022, la filiera dei carburanti sconta il rischio geopolitico. A Roma sanno che un taglio delle accise ha un costo immediato sul bilancio, ma anche che lasciare i prezzi salire senza risposta politica diventa un problema elettorale prima ancora che economico.
L'incontro di oggi rientra in una fase di valutazione: il governo deve decidere se e quando intervenire, considerando che il margine fiscale disponibile non è illimitato. Confindustria ha già segnalato che il rallentamento della crescita nel terzo trimestre è legato anche al caro energia, un fattore che alimenta l'inflazione e frena i consumi.
Il percorso non è scontato
Un eventuale taglio delle accise potrebbe partire a breve, ma la dimensione e la durata dipenderanno dall'evoluzione del prezzo del petrolio e dalla tenuta dei conti pubblici. Se la situazione in Medio Oriente dovesse aggravarsi, lo spazio per agire potrebbe restringersi ulteriormente. Il governo si muove con cautela, ma il tema è sul tavolo con un orizzonte temporale molto ravvicinato.
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