Le piccole e medie imprese italiane hanno ridotto di quasi il 40% il divario digitale con la media europea nell'ultimo anno. Il dato emerge dai rilevamenti della Commissione UE e segna un'accelerazione rispetto agli anni precedenti, quando il ritardo italiano sembrava strutturale.
L'Italia resta ancora sotto la media dell'Unione per intensità digitale delle imprese, ma la distanza si sta accorciando. Il recupero riguarda soprattutto l'adozione di software gestionali, strumenti cloud e piattaforme per l'e-commerce. Meno marcato è il progresso sulle competenze digitali interne, dove il gap con Francia e Germania rimane ampio.
Dove è arrivato il cambiamento
Il salto in avanti non è uniforme. Le PMI dei distretti industriali legati all'export — meccanica, moda, alimentare — hanno investito di più per restare competitive sui mercati esteri. Chi vende solo sul mercato interno ha mosso meno risorse. La spinta è arrivata anche dai bandi pubblici: tra il Piano Transizione 4.0 e i fondi europei sono stati stanziati incentivi che hanno abbassato la soglia d'ingresso per tecnologie prima considerate troppo costose.
Il problema vero resta la produttività del capitale ICT. Installare un software non basta se manca chi sa usarlo per estrarne efficienza. Su questo fronte, il divario con le imprese francesi e tedesche non si è ridotto. Anzi, in alcuni settori si è allargato.
Cosa dice il confronto europeo
Secondo il Digital Intensity Scoreboard, fino al 2016 quasi il 90% delle PMI italiane operava con livelli di digitalizzazione bassi o molto bassi. Oggi quella percentuale è scesa, ma il confronto con i Paesi del Nord Europa resta impietoso. Le imprese scandinave hanno intensità digitale doppia rispetto alla media italiana, e il vantaggio si traduce direttamente in margini operativi più alti.
Il governo ha fatto della digitalizzazione delle PMI una priorità dichiarata. I risultati iniziano a vedersi, ma il ritmo deve restare questo per almeno altri tre anni se l'obiettivo è chiudere davvero il gap. Perché il rischio, in un ciclo economico che rallenta, è che gli investimenti digitali vengano congelati per primi.
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