Il programma GCAP — caccia di sesta generazione sviluppato da Italia, Regno Unito e Giappone — ha assegnato il primo contratto operativo a G2E, il consorzio incaricato della sensoristica e dei sistemi di comunicazione del velivolo. Il valore complessivo è di 4,6 miliardi di sterline. A sottoscriverlo è stata Edgewing, la joint venture tra BAE Systems, Leonardo e Japan Aircraft Industrial Enhancement Co.

Un contratto che sposta il programma dalla carta alla fabbrica

Fino a oggi GCAP era un accordo politico con studi preliminari. Questo contratto segna il passaggio alla fase di progettazione ingegneristica concreta. I sensori di volo e i sistemi di comunicazione non sono accessori: in un caccia di sesta generazione rappresentano il cervello operativo. Si tratta di architetture radar integrate, capacità di fusione dati da droni wingman, comunicazioni tattiche protette e interfacce tra pilota e intelligenza artificiale.

Il casco di volo includerà sensori capaci di monitorare i segnali cerebrali del pilota. L'IA potrà intervenire in tempo reale per alleggerire il carico cognitivo in scenari ad alta intensità. Non è fantascienza: è la direzione tecnica su cui si muovono i tre partner.

Consegna prevista per il 2035, ma il timing sarà sotto pressione

L'obiettivo dichiarato è disporre del primo velivolo operativo entro il 2035. Dodici anni sono pochi per un programma di questa complessità, soprattutto considerando che coinvolge tre industrie della difesa con culture ingegneristiche diverse. Il rischio di slittamenti esiste sempre, ma l'assegnazione del primo contratto senza ritardi rispetto alla tabella di marcia è un segnale positivo.

Marco Zoff, amministratore delegato di Edgewing, ha sottolineato i progressi già compiuti nel primo contratto internazionale. La fiducia delle tre nazioni e dell'Agenzia GCAP dipenderà dalla capacità di mantenere questo ritmo anche nelle fasi successive, quando i problemi tecnici emergono davvero.

Per Leonardo, GCAP è un pilastro della strategia industriale nei prossimi vent'anni. Per il governo italiano, rappresenta la garanzia di mantenere competenze tecnologiche critiche in un settore dove restare fuori significa perdere sovranità. Il contratto odierno vale 4,6 miliardi, ma il programma completo ne muoverà molti di più.

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