Ad agosto l'inflazione italiana è salita al 3,3% su base annua, il massimo da settembre 2023. Il dato segna un'accelerazione netta rispetto al 2,9% di luglio, con un balzo mensile dello 0,5%. Il carburante è il protagonista: gasolio per autotrazione +26,7% annuo, benzina +16,3%.

La componente energia riprende a correre

Dopo mesi di relativa calma, l'energia torna a pesare. Il gasolio per mezzi di trasporto passa da +18,8% a +26,7% in un mese (+5,2% mensile). La benzina accelera da +8,0% a +16,3% (+6,3% rispetto a luglio). Anche le utenze domestiche partecipano: l'elettricità sul mercato libero sale da +13,9% a +17,9%, il gas naturale da +7,4% a +11,3%.

Nessuno di questi movimenti arriva per caso. Le tensioni sul Golfo Persico spingono i future del greggio, i margini di raffinazione si sono allargati, e l'effetto raggiunge la pompa senza filtri. In Italia il prezzo finale dei carburanti incorpora accise e IVA su una base già gonfiata: la leva fiscale amplifica ogni rialzo del sottostante.

Cosa implica per i prossimi mesi

Il 3,3% non è ancora una soglia critica, ma il trend si è invertito. Se il petrolio resta sopra gli 85 dollari e il gas europeo non scende, a settembre potremmo vedere un altro 3,5-3,6%. La BCE ha già alzato i tassi più volte negli ultimi anni: ogni decimale in più sull'inflazione core complica la gestione del ciclo.

Per chi opera su BTP e spread, il dato è rilevante: un'inflazione italiana che corre più della media eurozona erode il vantaggio relativo dei titoli di Stato. Il differenziale con il Bund potrebbe allargarsi se il mercato inizia a scontare divergenze persistenti. Sul fronte consumi, i margini delle famiglie si assottigliano: carburante e bollette non si comprimono facilmente, il resto della spesa sì.