Giorgia Meloni ha fissato la data: il tavolo sull'ex Ilva si riunirà nei primi giorni di settembre per esaminare le manifestazioni di interesse pervenute nelle ultime settimane. L'obiettivo è ridefinire l'assetto dell'impianto di Taranto, da anni in una situazione di limbo industriale e ambientale.

Due tavoli paralleli

La premier ha annunciato anche un secondo tavolo dedicato agli investimenti per lo sviluppo di Taranto. Una mossa che punta a separare la questione industriale da quella territoriale, coinvolgendo le organizzazioni locali. Il messaggio è chiaro: l'ex Ilva è un problema nazionale, ma Taranto ha bisogno di un piano che vada oltre l'acciaieria.

Sergio Mattarella, in un messaggio inviato al Quotidiano di Puglia in vista dei Giochi del Mediterraneo, ha parlato di "impegno nazionale" per la città. Un richiamo istituzionale che arriva quando il dossier sta entrando nella fase operativa.

Cosa cambia a settembre

Le manifestazioni di interesse presentate nelle ultime settimane saranno sottoposte a valutazione concreta. Non è chiaro quanti e quali soggetti abbiano presentato proposte credibili. Il nodo resta sempre lo stesso: servono capitali consistenti e un piano industriale compatibile con i vincoli ambientali. Finora nessuno ha dimostrato di possedere entrambi.

Il tavolo di settembre dirà se esistono soluzioni praticabili o se si continuerà a navigare a vista. Per ora c'è una data: già più di quanto si sia visto negli ultimi mesi.

Contenuto a scopo informativo e divulgativo. Non costituisce consulenza finanziaria.